Questo progetto nasce lontano dall’immagine canonica di Firenze. Si muove ai margini di una città che conosco intimamente, dentro spazi attraversati ma non guardati, frammenti quotidiani che sfuggono alla narrazione compatta della città d’arte.
È una pratica di attenzione, un’archeologia del presente, un modo di stare davanti alla realtà senza consumarla né trasformarla in immagine compiacente.
È una pratica di attenzione, un’archeologia del presente, un modo di stare davanti alla realtà senza consumarla né trasformarla in immagine compiacente.
This project takes shape far from the canonical image of Florence. It moves along the margins of a city I know from within, through spaces that are crossed but not truly seen—everyday fragments that slip outside the compact narrative of the city of art. It is a practice of attention, an archaeology of the present—a way of standing before reality without consuming it or turning it into a complacent image.